Il ristorante My Way Café di Emiliano e Deby ad Ibiza

Con una laurea in giurisprudenza in tasca e tanta voglia di mettersi in gioco, Emiliano Malcarne si trasferisce a Ibiza dove, assieme alla sua compagna Deby, apre il My Way Cafe Restaurant. Dimenticatevi il classico ristorante modaiolo e da “celebrity chef”. Qui il cliente è il vero protagonista e può scegliere gli ingredienti del proprio hamburger come fosse a casa. Un’idea vincente e soprattutto una storia avvincente. Leggete quanto ci ha raccontato Emiliano e se volete trasferirvi nella magica isola, segnate i suoi preziosi consigli in agenda.

Raccontaci brevemente, che cosa facevi in Italia e perché hai deciso di trasferirti a Ibiza?

In Italia dopo aver superato l’esame di avvocato continuavo a collaborare a titolo gratuito con lo studio presso cui avevo fatto pratica. Per la verità con la giurisprudenza non ho avuto un gran rapporto, e ben presto mi trasferii a Londra, dove mio fratello aveva appena iniziato a gestire il “Pucci pizza vino”, un ristorante che per 30 anni mio zio Lilly ed il suo socio Pucci avevano gestito sulla King’s Road di Chelsea, ma questa è un’altra storia…Insomma, vivevo a Brindisi, sposato senza figli – ma con quattro cani – cercando di diventare un buon avvocato penalista. Dopo la fine del mio matrimonio decisi di trasferirmi ad Ibiza dove mio fratello nel frattempo aveva aperto un beach club favoloso l'”Elements“a Playa de Benirras, da dove si vede uno dei più bei tramonti dellisola. Con il cuore in frantumi decisi di stabilirmi sull’isola, che sempre mi aveva trasmesso emozioni e vibrazioni positive. E da lì non me ne sono più andato.

Da quanto tempo vivi sullisola?

Vivo ormai sull’isola da 5 anni. Per i primi due anni ho lavorato nel ristorante di mio fratello, poi ho conosciuto la mia attuale compagna ed insieme abbiamo deciso di metterci in gioco e rischiare, aprendo un locale tutto nostro.

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Parlaci del tuo ristorante My Way Cafe Restaurant, che cosa propone ai suoi clienti?

Il “My Way Cafè Restaurant” è una trattoria moderna, o come si dice oggi, un bistro-bar, un posto dove mangiare qualcosa di semplice ma dov è possibile anche soltanto bere qualcosa. Una sorta di antitesi del ristorante del celebrity chef. Qui la fanno da padrone il cibo genuino e i clienti che si riappropriano della loro giusta importanza. Nel “My Way” i clienti scelgono la composizione del proprio hamburger e vi è grande elasticità nell’accontentare il più possibile le preferenze dei nostri clienti. Riproponiamo piatti classici rispettando la storia e l’autenticità delle ricette. Da noi trovate la soupe à l’oignon (la zuppa di cipolle,ndr), ma anche un’impepata o una zuppa di cozze, una frittura delle Baleari, composta da alici, triglie e piccoli merluzzi, o un entrecôte di angus, una amatriciana, rigorosamente con guanciale e pecorino romano, o piatti di influenza messicana in onore alla mia compagna e socia Deby ,che è di Città del Messico. Ogni piatto è un “main course”, un piatto principale. Abbiamo poi delle ottime insalate, studiate ed elaborate con semplicità proponendo ingredienti dell’isola.

E’ difficile aprire un’attività di ristorazione alle Baleari?

Aprire a Ibiza non è difficile: è sufficiente avere i soldi per pagare l’ingente traspaso – in spagnolo “cessione di attivitá”. Ibiza è in continuo movimento, gente che compra e gente che vende, il problema sono le speculazioni esagerate sui prezzi di vendita e di affitto che gli abitanti dell’isola praticano da qualche anno a questa parte. Bisogna fare scelte oculate, attenzione che non è tutto oro quello che luccica!!

Quanto tempo hai impiegato per aprire il ristorante (mi riferisco a tempi burocratici, permessi, lavori etc)?

La cessione dellattività è la maniera più celere per aprire un’attività commerciale perchè si subentra ad un’attività che si presuppone abbia ottenuto già tutte le autorizzazioni amministrative. Avendo pagato un traspaso io in un mese ero già in possesso del locale e pronto per aprire. Aprire “ex novo” significa attendere tempi più lunghi. Il tempo necessario appunto per l’ottenimento delle autorizzazioni, un pocome accade in Italia.

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Quali sono i pro e i contro di vivere su unisola (e tu ci vivi tutto lanno)?

I pro sicuramente riguardano il ritmo rilassato dellisola. I contro dell’isola sono lesagerata speculazione e il rincaro dei prezzi di tutto ciò che è commerciabile. Un meccanico può arrivare a chiedere anche 1.000 euro per aggiustare un danno alla macchina che in un qualsiasi altro posto potrebbe costarne 200. La macchina per muoversi sull’isola è fondamentale visto il pessimo servizio di trasporto pubblici ed I prezzi esagerati dei taxi.

Tre consigli che vuoi dare ad un connazionale che vorrebbe mollare tutto e trasferirsi alle Baleari?

Il primo consiglio è quello di dedicarsi ad unattività prettamente turistica. L’inverno è duro, bisogna approfittare dei mesi estivi e del turismo. Secondo consiglio prendere una casa dove si possa parcheggiare con facilità; l’isola d’estate è sovraffollata e il parcheggio può diventare un incubo. E come terzo consiglio: non fidarsi mai di ciò che dice la gente. Sull’isola girano falsi miti: è bene – prima di stabilirsi definitivamente in un posto – fare una sorta di rodaggio per capire bene come funzionano le cose, altrimenti si possono aprire attività sbagliate in posti sbagliati.

E invece tre consigli che vuoi dare a un turista che viene per la prima volta a Ibiza (cose da non perdere)

Il primo consiglio è di non limitarsi a vivere solo i divertimenti e i clubs. Da non perdere il mercatino domenicale di San Juan, il tramonto di Benirras, che la domenica prosegue con la fiesta de Los Tambores, ed infine un tuffo nella Playa de Cala Comte: l’acqua è cristallina e sembra quella di Formentera.

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