Oggi costituisce, invece, un piccolo nucleo urbano, concentrato attorno alla Chiesa parrocchiale. La quasi totalità degli abitanti di Sant Vincent abitano in campagna, mentre altri si dedicano a quello che oggi è il primo cardine economico di Sant Vincent: la Cala. La spiaggia, di sabbia fina, è diventata nucleo turistico ideale per chi ama passare una tranquilla vacanza familiare: numerosi infatti sono gli hotel ed i servizi a disposizione del turista. Dal porto naturale della cala è possibile raggiungere l’isolotto di Tagomago.

sant vincent

Lo storico Jose Mari Cardona racconta come nel 1478 la Cala Sant Vincent fosse nota come la Cala d’en Maians, dal nome dell’allora proprietario Pascual Maians. A causa di improvvisi problemi economici, Maians si trovò costretto a vendere il terreno, che rimase praticamente disabitato fino al XVIII secolo. Solo con il boom demografico di quegli anni, infatti, Sant Esteve e la sua Cala – fino ad allora considerati come “il confine di Ibiza”, perchè lì non si trovavano nè lavoro nè cibo – furono ripopolati. Un secolo dopo, nel 1840, il censo contò ben 580 abitanti. La popolarità del luogo crebbe agli inizi degli XX secolo, con la messa a punto dei cavi telegrafici che permettevano la comunicazione regolare con Maiorca.  Da allora il piccolo pueblo di pescatori, luogo privilegiato per pochi, con accesso diretto al mare aperto, iniziò a conoscere il settore turistico, che ne fece una delle mete più “in” apartire dagli anni ’60.

sant vincent

La Chiesa di Sant Vincent, attorno alla quale si trovano le prime, poche case del villaggio, venne costruita tra il 1827 ed il 1838. La Chiesa mostra una bella pianta rettangolare, ma sua principale caratteristica è la completa assenza di decori. L’ altare maggiore e le sei capelle laterali terminano con un semplice campanile, la cui navata d’accesso è stata – stranamente – costruita sul lato sinistro della Chiesa.